Rassegna Stampa

 
ven 13 febbraio 2015
Il Gazzettino di Udine

Piazzolla, una nuova elegante veste cucita dagli archi dei Solisti di Pavia

Un Astor Piazzolla ripulito dalla mitologia del "nuovo tango" argentino. L'operazione di Enrico Dindo, celebre e talentuoso violoncellista, assieme ai Solisti di Pavia che mercoledì sera si sono esibiti al Teatro Verdi di Pordenone, è delle più stranianti.
Quella di proporre le quattro stagioni (Las Cuatro Estaciones Portenas), il Grand Tango, oltre ai due bis Oblivion e Ave Maria di Piazzolla, suonato da un ensemble di soli archi.
Niente fiati, niente aria né mantici, per riprodurre i pezzi del compositore e musicista argentino così conosciuti anche al largo pubblico, tradotti invece in sonorità della tradizione cameristica e d'archi.
Gli arrangiamenti a cura dello stesso Dindo (nel caso di Le Grand Tango per violoncello e archi e in una dolcissima Ave Maria) e di Jorge Bosso (Le quattro stagioni e Oblivion) sono un esempio di fusione di suono, di generi e di voci.
Mirabili i dialoghi tra il violoncello solista di Dindo e gli altri tredici archi, in special modo con il violino spalla.
Ma l'effetto più straniante è sentire quanto due emisferi opposti del pianeta siano invece così vicini: da un lato l'Argentina di Piazzolla, dall'altro l'Ucraina contemporanea con la composizione 'Concerto per violoncello e archi' scritta alla fine degli anni Novanta da Nikolaj Kapustin. Due provenienze e ambienti differenti, eppure la sensibilità, la sincope, l'immediatezza del sentire che promana dalle due composizioni hanno molto più in comune di quanto si possa immaginare.
Il concerto dell'ucraino Kapustin utilizza i canoni e le armonie classiche per scrivere e fissare su carta l'improvvisazione del jazz. Con le sue frasi spezzate, il colore del contrabbasso, i cambi repentini di ritmo, pattern e di stili.
Il tutto, reso sul palco da un Dindo la cui prova esecutiva e interpretativa soddisfa tutte le aspettative, e che in quei rari momenti in cui non suona dirige l'ensemble.
Ad accompagnarlo, dei musicisti capaci di coesione, belli da sentirsi ma anche da vedersi, con indosso abiti colorati che spezzano il rigore classico del nero per le orchestre, quasi a rimarcare che tutti sono solisti, i Solisti di Pavia.

Valentina Silvestrini
mar 10 febbraio 2015
Messaggero Veneto

Al Verdi il concerto di Enrico Dindo e dei Solisti di Pavia

È un'incursione nella musica cosiddetta di "contaminazione" quella che propone il cartellone del teatro Verdi di Pordenone per domani alle 20.45 con il concerto del violoncellista Enrico Dindo che si presenta accompagnato da I Solisti di Pavia. Motivo di interesse della serata è dato dal repertorio che si muove tra le composizioni di Astor Piazzolla, più precisamente Le Grand Tango per cello e archi e Las Cuatro Estaciones Portenãs per cello e archi, e il Concerto n.2 per violoncello op. 103 di Nikolaj Kapustin. [..]

Dopo l'Ucraina di Kapustin, il viaggio musicale porterà a Mar del Plata. È qui che si incontra un Piazzolla inedito il cui tango viene mirabilmente modulato dal violoncello di Enrico Dindo. Ecco un confronto tra mondi diversi, tra continenti e linguaggi diversi, ma uniti nel voler fondere la consolidata tradizione strumentale mitteleuropea con le sonorità del Nuovo Mondo, popolari ma all'interno di strutture classiche. [..]

Gabriele Giuga
mer 17 dicembre 2014
La Provincia Pavese

VALENTINA DI CREPAX IN FESTA CON I SOLISTI

Domenica concerto del gruppo di Dindo che compie 13 anni.

^ La musica dell'argentino Jorge Bosso suonata da Enrico Dindo con I Solisti di Pavia e i disegni che Guido Crepax ha dedicato a Valentina, la figura femminile più celebre del fumetto italiano, sono i curiosi ingredienti dell'evento in programma domenica sera al Teatro Fraschini, ideato per celebrare il tredicesimo compleanno dell'orchestra da camera pavese. La serata - che prenderà il via alle 21 e sarà ad ingresso libero - ha come protagonista il violoncello appartenuto a Guido Crepax, come musa ispiratrice Valentina e nasce dal fortunato incontro tra il violoncellista Enrico Dindo, il compositore e violoncellista Jorge Bosso e l'Archivio Crepax, costituito nel 2003 dalla moglei e dai figli di Guido Crepax a seguito della sua scomparsa.^

 

mer 26 novembre 2014
Classicagenda.fr

I Solisti di Pavia à Gaveau

Après une répétition publique à l'Hôtel de Galliffet, siège du Centre Culturel Italien à Paris, I Solisti di Pavia ont donné une interprétation très intense d'un répertoire aux frontières de la musique "classique", dans le cadre intimiste de la Salle Gaveau.
Cet orchestre à cordes italien, fondé par
Enrico Dindo, Premier Prix du prestigieux Concours Rostropovitch en 1997, propose un programme original, autour de transcriptions pour cordes des oeuvres de Piazzolla et Kapoustine, qui partagent un grand intérêt pour les autres genres de musique et une envie de rapprocher musique populaire et savante.

SiAstor Piazzolla, après une formation chezBela Wilda- élève deRachmaninov- s’intéresse à la musique argentine et devient le père du « tango nuevo », l'ukrainien NikolaiKapoustineessaye de combiner la musique russe et le jazz deGershwin, Ellington et Tsfasman, en passant par le rock et la musique traditionnelle.

Le Grand Tango de Piazzolla ouvre littéralement le bal : le jeu homogène et le son uniforme des cordes autour d’un Enrico Dindo charismatique à la direction comme au violoncelle, soulignent la couleur douce et les nuances lyriques de cette oeuvre, originairement pour violoncelle et piano.

C’est grâce au pianiste Marc-André Hamelin qui jouait son Concerto n° 2 au Lockenhaus Festival en Autriche, que Enrico Dindo a fait la bouleversante découverte de Kapoustine. Décidé à mettre en valeur ce grand compositeur et sa musique débordante d’énergie et lyrique à la fois, il transcrit lui-même le concerto pour son ensemble à cordes. Le résultat est une oeuvre très expressive aux accents jazz et contemporains, qui commence et se termine par un ostinato au violoncelle, quasi hard-rock, et qui porte en soi des réminiscences duGrand Tango de Piazzolla, joué précédemment.

Las Cuatro Estaciones Porteñas, transcrites par Jorge Bosso, plongent les musiciens et le public dans une telle rêverie qu’il ne reste plus qu’à fermer les yeux et se laisser transporter par cette musique envoûtante et touchante... A tel point qu'on se retrouve à imaginer une salle Gaveau où les fauteuils auraient laissé la place à une « milonga »... seulement les applaudissements nous reconduisent à la réalité. On constate avec plaisir une émotion partagée : le public, même si peu nombreux, est enthousiaste et ne veut plus laisser partir les musiciens.

Pour les deux rappels, Astor Piazzolla est à nouveau protagoniste, avec son Ave Maria plein de douceur et un Oblivion qui alterne élan et nostalgie.
Enrico Dindo, désormais à court de rappels, clôt la soirée sur une note intimiste avec le beau prélude de la Suite n°1 pour violoncelle de Bach

Cinzia Rota
ven 21 novembre 2014
Pavia7

A Parigi per celebrare l'eccellenza musicale e la cultura della città di Pavia

Venerdì 21 novembre nella Salle Gaveau di Parigi,una delle venue più importanti a livello internazionale, un vero e proprio "santuario" della musica classica, si celebrano l'eccellenza musicale e la cultura della città di Pavia. A portare in scena questa celebrazione sarà Enrico Dindo che torna nella capitale francese con I Solisti di Pavia, al loro esordio parigino. [..]

ven 14 novembre 2014
Le Monde | Pages culture

I Solisti di Pavia - Enrico Dindo | Ven 21 Novembre 2014 | Salle Gaveau Paris

image1
mar 04 novembre 2014
Classicagenda.fr

CONVERSATION AVEC ENRICO DINDO

Conversation avec Enrico Dindo violoncelliste et directeur de l’orchestre de chambre « I solisti di Pavia »

Comment avez-vous eu l'idée de fonder « I solisti di Pavia » ? 

Après avoir gagné le Concours Rostropovitch en 1997, j'ai commencé à faire beaucoup de musique de chambre. Jouer avec d'autres musiciens est pour moi une joie et un vrai moment de partage. Quand j’ai reçu la proposition de créer un orchestre de chambre je n'ai pas hésité et en décembre 2001, grâce à l'aide de la Fondazione Banca del Monte di Lombardia, « I solisti di Pavia » ont vu le jour, sous la présidence d’honneur de Mstislav RostropovichL’ensemble s’appelle les « solistes » pour indiquer leur haut niveau musical.

Comment les avez-vous choisis ?
Pour faire partie de l’ensemble, j'ai choisi les meilleurs musiciens que je connaissais et que j’estimais prêts à passer le cap de la musique
de chambre. 

Cinzia Rota
image1
lun 27 ottobre 2014
Musicologie.org

Enrico Dindo et I Solisti di Pavia magnificient Kapustin et Piazzolla

Alain Lambert
image1
gio 25 settembre 2014
Bresciaoggi

Enrico Dindo dentro la sensualità del tango

La linea innovativa creata da Astor Piazzolla rispettata e riproposta con gli archi. L'incontro di linguaggi diversi, popolari e classici, dà alla musica grande vigore.

Il violoncellista Enrico Dindo e I Solisti di Pavia si sono tuffati nella musica argentina per il concerto de LeXGiornate. Argomento principale della serata la 'ricerca dell'identità di popolo' in epoche di grande migrazione, che si traduce anche nella costruzione di un'identità culturale e non ultima, musicale. 

La proposta di Enrico Dindo è stata quella di seguire il percorso compiuto dall'America Latina, e più in particolare dell'Argentina, nella definizione di un linguaggio musicale che rappresentasse l'intera nazione. 
Un percorso dunque alla scoperta del favoloso tango argentino [..]
Lo strumento d'elezione utilizzato per accompagnare il tango argentino, il bandoneón, viene sostituito da Enrico Dindo con il violoncello e l'orchestra jazz delle partiture firmate Piazzolla è stata rappresentata dagli ottimi archi che formano l'ensemble I Solisti di Pavia.
Perciò la linea innovativa già imboccata da Astor Piazzolla, nei confronti del tango tradizionale, è stata mantenuta proprio attraverso le trascrizioni eseguite da Dindo per violoncello e ensemble d'archi di opere come 'Le Grand Tango per cello e archi' così come 'Las Cuatro Estaciones Portenas' nella versione di Jorge Bosso.
Brani che richiedono una solida visione d'insieme [..]. Un insieme che Enrico Dindo e i suoi solisti hanno saputo cogliere grazie, in primis al sorprendete sincronismo fra le parti, e infine soprattutto per la gradevolezza del suono che il violoncellista ha creato conferendo ai brani una morbidezza del melos unita alla giusta drammaticità nel gesto.
Per arricchire ulteriormente il concetto di migrazione sonora, Dindo ha scelto inoltre di proporre anche il Concerto per violoncello n.2 op.103 di Nikolaj Kapustin, un compositore contemporaneo il cui stile ingloba, nell'approccio decisamente classicheggiante, chiare e riconoscibili armonie e melodie jazz. [..]
Entusiasta il pubblico in sala cha ha accolto calorosamente Enrico Dindo e I Solisti di Pavia.

Nadia Spagna
gio 25 settembre 2014
Giornale di Brescia

Dindo e Solisti di Pavia Vera anima argentina

Grande successo per il concerto dedicato a Piazzolla e a una novità di Kapustin

Per una sera il Ticino si è avvicinato al Rio del Plata e i Solisti di Pavia, come sempre guidati dal carismatico Enrico Dindo, hanno mostrato di avere un'anima virtualmente argentina. [..]

m.biz.