La serata inaugurale dei Cortili in Musica si apre sulle note di Rosen aus dem Süden (“Rose del Sud”) di Johann Strauss II, che traporta il pubblico nell’atmosfera della Vienna imperiale di metà Ottocento. Una partitura melanconica e commovente, amata da grandi direttori d’orchestra e per questo spesso inserita nel programma del concerto di Capodanno al Musikverein di Vienna. L’autore, Johann Strauss II (il figlio), è stato il più alto rappresentante della celebre famiglia di musicisti austriaci. Questo valzer è dedicato al re d’Italia Umberto I, ciò accadde in una fase storica di disgelo nei rapporti tra i due grandi nemici – Italia e Austria – che si apprestavano a firmare la Triplice alleanza (sottoscritta nel 1882). Successivamente verranno interpretati altri due valzer: Wein Weib und Gesang op. 333  (Vino, Donne e Canto), considerato una delle pagine più raffinate scritte da Johann Strauss II e il leggiadro Schatz Walzer, in italiano il “Valzer del tesoro”.

La straordinaria voce del soprano Lubov Karetnikova avvicina I Solisti di Pavia al Novecento musicale, cantando Vilja Lied, famosa aria tratta dal secondo atto della Vedova allegra, capolavoro (1905) di Franz Lehar.

Da Johann Strauss a Richard Strauss, dall’Austria felix, alla Germania che vola, inconsapevole, verso il Novecento. Dello Strauss tedesco (le due famiglie non hanno alcun rapporto di parentela), I Solisti propongono uno dei suoi lied più popolari, Morgen (Domani) suonato al collegio Cairoli nell’arrangiamento scritto per l’occasione dal compositore svizzero Massimiliano Matesic (che ha adattato gran parte dei brani dello spettacolo).

Il M° Daniele Giorgi, direttore artistico de I Solisti di Pavia, ha voluto arricchire il programma con il brano My mistress eyes, scritto da Erich Wolfgang Korngold, grande autore, ebreo austriaco, che lasciò l’Europa per diventare un ottimo autore di colonne sonore vincendo due Oscar come autore delle musiche dei film Avorio Nero e La leggenda di Robin Hood.

Il finale del concerto è dedicato a due delle arie più note di Giacomo Puccini. Passiamo così dall’Austria del tardo impero, ma culturalmente ricchissimo, all’Italia tra fine Ottocento e primo Novecento con Mi chiamano Mimì (dalla Bohème) e O babbino caro (dal Gianni Schicchi).

Biglietto intero: €12, ridotto Under30 e Over65: €8

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